In questo dossier
Il fatto centrale
Durante la commemorazione alcuni rappresentanti della FGTB si sono voltati di spalle mentre interveniva il Presidente del Senato. La FGTB ha rivendicato il gesto, sottraendo la CGIL dall’accusa inizialmente circolata.
La cerimonia ricordava i 262 morti del Bois du Cazier: 136 erano italiani. La protesta era dichiaratamente politica; il luogo e il ruolo istituzionale di La Russa trasformano però il gesto in una questione tra rappresentanza politica e rispetto delle istituzioni.
La FGTB ha parlato. Il governo belga, sul piano delle scuse istituzionali, no.1. Marcinelle non è una cornice qualsiasi
L’8 agosto 1956 un incendio nella miniera del Bois du Cazier, a Marcinelle, uccise 262 lavoratori di dodici nazionalità. Tra loro 136 italiani e 95 belgi. La tragedia è diventata uno dei simboli della storia dell’emigrazione italiana e della sicurezza sul lavoro in Europa.
Il legame tra Italia e Belgio non nasce però con la tragedia. Nel dopoguerra il Belgio aveva bisogno di manodopera per rilanciare la produzione di carbone, mentre l’Italia aveva bisogno di energia e lavoro. Il protocollo italo-belga del 1946 organizzò l’invio di decine di migliaia di lavoratori italiani nelle miniere belghe in cambio di forniture di carbone. Marcinelle è il punto in cui quella storia economica e umana mostra il suo costo più alto.
2. Cosa è accaduto alla commemorazione del 2026
Durante la commemorazione del 70° anniversario, mentre il Presidente del Senato Ignazio La Russa interveniva alla cerimonia, alcuni rappresentanti sindacali si sono voltati di spalle. Nelle prime ricostruzioni italiane il gesto è stato attribuito alla CGIL, provocando una reazione politica immediata.
Maurizio Landini ha negato il coinvolgimento della CGIL. Poco dopo la FGTB, grande organizzazione sindacale belga, ha rivendicato pubblicamente la protesta, spiegando che il gesto era rivolto contro La Russa e contro ciò che il sindacato considera l’estrema destra italiana, non contro il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella né contro l’Italia.
La rivendicazione della FGTB cambia un punto essenziale: la CGIL non era l’autrice della protesta.
3. La Russa: uomo di partito o seconda carica dello Stato?
Qui si trova il nodo vero. Ignazio La Russa è un dirigente di Fratelli d’Italia e la sua storia politica è legittimamente oggetto di giudizio e contestazione. Ma a Marcinelle non partecipava a un comizio di partito: interveniva come Presidente del Senato della Repubblica, seconda carica dello Stato italiano.
La FGTB ha quindi pieno diritto di spiegare la natura politica del proprio gesto. Ma la spiegazione non elimina il problema istituzionale: quando una protesta viene compiuta durante una cerimonia ufficiale e nel momento in cui parla una carica dello Stato straniero, il bersaglio politico e la funzione istituzionale finiscono inevitabilmente per sovrapporsi.
Si può contestare La Russa. La domanda è se Marcinelle, durante una commemorazione ufficiale, fosse il luogo istituzionalmente appropriato per farlo.
4. Il paradosso belga
Il contrasto è ancora più evidente osservando la posizione ufficiale del Belgio sulla memoria di Marcinelle. Nel giugno 2026 il governo belga, insieme a Italia e Ungheria, ha sostenuto in sede europea l’istituzione dell’8 agosto come Giornata europea in memoria delle vittime degli incidenti sul lavoro.
Pochi mesi prima, la diplomazia belga aveva descritto Marcinelle come parte della memoria collettiva condivisa tra Belgio e Italia e aveva ricordato la visita di Stato di Sergio Mattarella al Bois du Cazier come simbolo degli stretti legami storici tra i due Paesi.
È proprio questa cornice ufficiale a rendere la vicenda del 2026 più delicata. Se Marcinelle è un luogo della memoria comune e dei rapporti tra due Stati, una contestazione politica durante la cerimonia non può essere letta soltanto come un episodio sindacale interno.
5. La questione delle scuse
La FGTB si è assunta la responsabilità del gesto e ne ha spiegato la motivazione. Sul piano politico questo ha chiuso la polemica sull’attribuzione alla CGIL, ma non quella sul rapporto istituzionale tra Belgio e Italia.
Alla data di chiusura di questo dossier, 10 agosto 2026, non risulta una scusa formale pubblica del governo federale belga all’Italia per quanto avvenuto durante la commemorazione. Il punto non è chiedere al governo belga di condividere le posizioni politiche di La Russa: è chiedere se consideri appropriato che una carica istituzionale italiana venga contestata in quel modo durante una cerimonia ufficiale dedicata anche a 136 cittadini italiani morti sul lavoro.
6. Cosa ha davvero “chiuso” la FGTB
Il titolo del reel è volutamente provocatorio: «Il sindacato FGTB chiude la bocca a De Wever?». La risposta non è che un sindacato abbia imposto il silenzio al primo ministro belga. Il significato politico è un altro: rivendicando apertamente la protesta, la FGTB ha eliminato l’alibi dell’equivoco. Non si può più attribuire il gesto alla CGIL né trattarlo come un incidente senza autore.
Da quel momento la domanda si sposta: non più «chi è stato?», ma «come valuta il governo belga ciò che è accaduto?». Ed è qui che il silenzio istituzionale acquista peso.
7. Una volta ci dedicavano i monumenti
Nel sito del Bois du Cazier la memoria italiana è visibile anche attraverso monumenti, targhe e opere dedicate ai minatori e ai soccorritori. Non sono semplici elementi decorativi: testimoniano che la tragedia di Marcinelle è stata assorbita nella memoria pubblica belga e nel rapporto storico con l’Italia.
Per questo la frase finale del reel — «Una volta ci dedicavano i monumenti…» — non vuole negare l’amicizia tra i due Paesi. La usa come contrasto. Se quella memoria ha ancora un valore istituzionale, il rispetto dovuto alle vittime dovrebbe imporre maggiore attenzione proprio nei momenti in cui la politica contemporanea entra nella commemorazione.
8. Conclusione
La vicenda di Marcinelle del 2026 contiene tre piani distinti che non vanno confusi. La FGTB aveva il diritto di esprimere una posizione politica. La CGIL, dopo la rivendicazione belga, non può essere indicata come responsabile del gesto. E Ignazio La Russa resta una figura politica contestabile.
Ma esiste anche un quarto fatto: a Marcinelle La Russa rappresentava il Senato della Repubblica italiana. È questo che trasforma una protesta sindacale in una questione istituzionale.
La libertà di contestare non cancella il luogo, il momento e il ruolo di chi viene contestato.
Fonti principali
La cronaca della protesta è stata verificata incrociando le ricostruzioni disponibili e la successiva rivendicazione pubblica della FGTB.
- Governo belga — Proposta per una Giornata europea delle vittime del lavoro, 29 giugno 2026
- Ministero degli Esteri belga — Relazioni storiche Belgio-Italia e Marcinelle
- Ministero degli Esteri belga — Visita di Stato italiana e commemorazione al Bois du Cazier
- ANSA — Iter europeo per l’8 agosto come Giornata delle vittime sul lavoro, 6 maggio 2026
- Senato della Repubblica — Memoria istituzionale della tragedia di Marcinelle

