In questo dossier
  1. 1. Il record esiste
  2. 2. Quasi sei miliardi: una stima, non una fattura
  3. 3. Chi compra davvero
  4. 4. Francia, Belgio e Spagna sono soprattutto porte d’ingresso
  5. 5. Che cosa ha fatto davvero l’Unione europea
  6. 6. Il record non nasce necessariamente da nuovi ordini
  7. 7. La correzione del 23 luglio 2026
  8. 8. La frase che cambia tutto
  9. Conclusione
  10. Fonti principali

La tesi

Nel primo semestre del 2026 nei porti dell’Unione europea sono arrivati 136 carichi di GNL provenienti da Yamal: 9,97 milioni di tonnellate, il 16% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Il record è reale. È reale anche l’origine russa del gas. Ma da questi numeri non discende che Bruxelles, la Francia, il Belgio o la Spagna abbiano firmato gli ordini.

Le statistiche registrano dove il gas sbarca. I contratti rivelano chi lo compra. Le norme stabiliscono che cosa è ancora consentito. Confondere questi tre piani trasforma un dato commerciale in un’accusa politica diversa dal fatto accertato.

L’Europa è il mercato. L’Unione europea non è il compratore.

1. Il record esiste

Secondo l’analisi di Urgewald sui dati Kpler, tra gennaio e giugno 2026 Yamal LNG ha spedito nel mondo 140 carichi per 10,25 milioni di tonnellate. Di questi, 136 carichi e 9,97 milioni di tonnellate sono stati scaricati in porti dell’UE: oltre il 97% dell’intera produzione consegnata. Alla Cina sono andati soltanto quattro carichi.

Le principali destinazioni fisiche sono state la Francia con 51 carichi, il Belgio con 37, la Spagna con 34, i Paesi Bassi con 12 e il Portogallo con 2. Zeebrugge, Dunkerque, Montoir, Bilbao, Rotterdam, Mugardos, Barcellona, Sagunto e Sines sono i terminali che rendono visibile il fenomeno nelle statistiche nazionali.

2. Quasi sei miliardi: una stima, non una fattura

Il valore di 5,96 miliardi di euro non proviene dalla somma delle fatture dei compratori. Urgewald lo ha calcolato applicando ai volumi mensili i prezzi di riferimento TTF e una conversione energetica standard. I prezzi effettivi dei contratti di lungo periodo non sono pubblici.

La stessa metodologia precisa che la stima non considera eventuali sconti contrattuali, trasporto, rigassificazione e successive rivendite nel mercato europeo. Quindi 5,96 miliardi descrivono un valore lordo indicativo alle condizioni di mercato, non un bonifico dell’UE al governo russo e neppure l’utile netto incassato da Mosca.

Il volume è misurato. Il prezzo complessivo è stimato.

3. Chi compra davvero

Il GNL di Yamal entra in Europa attraverso contratti sottoscritti da imprese energetiche e trader. I tre rapporti di lungo periodo più rilevanti e pubblicamente identificabili sono quelli di TotalEnergies, SEFE e Naturgy.

OperatoreRapporto con YamalNatura dell’operatore
TotalEnergiesPreleva circa 4 milioni di tonnellate l’anno e possiede direttamente il 20% del progetto Yamal LNG.Multinazionale quotata e privata; non è controllata dal governo francese.
SEFEContratto per circa 2,9 milioni di tonnellate l’anno con consegna a Zeebrugge.Società posseduta al 100% dalla Repubblica federale di Germania.
NaturgyContratto firmato nel 2013: 38 TWh l’anno fino al 2041, con clausola take-or-pay.Società spagnola quotata; dichiara di ritirare i volumi strettamente previsti dal contratto.

Questo impedisce due assoluzioni troppo semplici. Non è vero che i governi di Francia, Belgio e Spagna siano automaticamente i compratori perché le navi arrivano nei loro porti. Ma non è neppure vero che ogni Stato sia estraneo: SEFE è interamente pubblica e appartiene alla Germania. Il soggetto da identificare resta sempre la parte contrattuale, non la bandiera del terminale.

4. Francia, Belgio e Spagna sono soprattutto porte d’ingresso

Un carico attribuito alla Francia indica che la destinazione finale registrata della nave è un porto francese. Non dimostra che il governo francese abbia acquistato quel gas. Lo stesso vale per Belgio e Spagna. Il Paese compare nella statistica doganale perché ospita il terminale nel quale il GNL viene scaricato.

Dopo la rigassificazione, il gas entra nelle reti e negli hub commerciali. Può essere venduto alle industrie, alle centrali elettriche, ai fornitori di famiglie e imprese, immesso negli stoccaggi o trasferito oltre confine. Il Consiglio dell’UE riconosce esplicitamente che il gas viene spesso rivenduto più volte tra trader. Una volta immesso nella rete, inoltre, il gas russo si mescola fisicamente con quello di altre origini.

Attribuire al Belgio tutto il gas che passa da Zeebrugge equivale a confondere un casello con la destinazione finale del traffico.

5. Che cosa ha fatto davvero l’Unione europea

L’Unione europea non ha firmato i contratti di acquisto. Ha però stabilito le regole entro cui le aziende possono eseguirli. Il Regolamento UE 2026/261 è stato adottato il 26 gennaio 2026 e pubblicato il 2 febbraio: il divieto non è una promessa politica, ma una norma già in vigore con scadenze differenziate.

Contratto o operazioneRegola già approvata
Nuovi contratti e contratti non coperti dalla transizioneDivieto applicabile dopo l’entrata in vigore della norma.
Vecchi contratti brevi per GNLStop dal 25 aprile 2026.
Vecchi contratti lunghi per GNLStop all’importazione nell’UE dal 1° gennaio 2027.
Quantità durante la transizioneNon possono superare le quantità già contrattualizzate.

Ogni carico entrato dopo il 25 aprile deve quindi essere ricondotto a un contratto di lungo periodo ammesso dalla transizione e sottoposto ad autorizzazione preventiva. Il record del primo semestre non prova che Bruxelles abbia ordinato nuovo gas: mostra che le società hanno continuato a eseguire contratti ancora legalmente validi entro il limite delle quantità pattuite.

6. Il record non nasce necessariamente da nuovi ordini

Reuters indica due fattori che hanno contribuito all’aumento: l’anticipo di consegne prima delle scadenze e il divieto, operativo dal 2025, di usare i terminali europei per trasbordare GNL russo verso Paesi terzi. Una parte del gas che prima poteva transitare nei porti dell’UE e ripartire oggi rimane contabilizzata nel mercato europeo.

Non esiste però un dato pubblico che ripartisca con precisione il +16% tra anticipo delle consegne, obblighi take-or-pay, domanda stagionale e fine dei trasbordi. La conclusione corretta è quindi più stretta: il record è compatibile con l’esecuzione e la concentrazione di vecchi contratti prima del divieto; non dimostra una decisione politica dell’UE di aumentare gli acquisti.

7. La correzione del 23 luglio 2026

Dopo l’approvazione del divieto, il ventunesimo pacchetto di sanzioni ha introdotto una nuova eccezione. Il Regolamento UE 2026/1848 consente temporaneamente agli operatori dell’Unione di trasferire GNL russo verso Paesi terzi e, quando necessario, di acquistarlo per quella specifica operazione, se i contratti durano più di un anno, sono stati conclusi prima del 24 febbraio 2022 e non sono stati modificati oltre i casi ammessi.

L’eccezione è limitata ai volumi che ciascun operatore aveva trasferito nel 2025, vale fino al 25 luglio 2027 ed è rinnovabile di anno in anno salvo decisione contraria del Consiglio. Le operazioni devono essere dichiarate alle autorità nazionali e alla Commissione.

Questa modifica non riapre l’importazione di GNL russo nel mercato dell’UE dopo il 1° gennaio 2027. Mantiene però in vita, entro un tetto, una parte del commercio mondiale gestito da società e navi europee. È una scelta politica dell’Unione che può essere discussa. Ma conferma ancora una volta che Bruxelles è il regolatore del commercio, non la controparte che compra il gas per sé.

8. La frase che cambia tutto

Dire «l’Europa compra gas russo» è accettabile come abbreviazione geografica: significa che gas di origine russa viene scaricato in porti dell’UE e venduto nel mercato europeo. Diventa invece fuorviante quando quella formula viene trasformata in «Bruxelles e i governi comprano gas da Mosca mentre chiedono sacrifici ai cittadini».

La formula diffusaIl fatto verificato
«L’UE ha comprato 9,97 milioni di tonnellate.»136 carichi sono stati scaricati in porti dell’UE da operatori commerciali.
«Francia, Belgio e Spagna sono i grandi compratori.»Sono le principali destinazioni portuali; gli acquirenti contrattuali non coincidono automaticamente con i governi.
«Bruxelles ha pagato 5,96 miliardi alla Russia.»5,96 miliardi è una stima TTF; l’UE non è parte dei contratti e i prezzi effettivi non sono pubblici.
«L’Europa continua senza aver deciso lo stop.»Il divieto è già legge: 25 aprile 2026 per i vecchi contratti brevi e 1° gennaio 2027 per i lunghi.

Conclusione

La quantità record di GNL russo arrivata nei porti europei è un fatto. Lo è anche il contributo economico che questo commercio continua a offrire a Yamal e alla Russia. Ma i soggetti non possono essere scambiati tra loro: l’Unione europea legifera, i porti ricevono, le società firmano i contratti, i trader rivendono e il mercato europeo consuma.

Francia, Belgio e Spagna non diventano compratori pubblici perché ospitano i terminali. TotalEnergies non diventa lo Stato francese perché è francese. SEFE, al contrario, dimostra che un’impresa può davvero coincidere con uno Stato azionista: per questo bisogna verificare ogni contratto, non attribuire tutto a una parola geografica.

La verità è meno comoda dello slogan. Nel primo semestre 2026 società europee hanno ritirato quantità record di GNL russo attraverso contratti ancora consentiti. L’UE aveva già approvato lo stop alle importazioni e, il 23 luglio, ha scelto di conservare una finestra limitata per alcuni trasferimenti extraeuropei. Questa politica può essere giudicata. Ma non può essere raccontata come se Bruxelles avesse ordinato e pagato direttamente il gas.

Non basta seguire la nave. Bisogna seguire il contratto.

Fonti principali

  • Reuters — Record delle consegne Yamal nell’UE, 13 luglio 2026
  • Urgewald — Dati Kpler e metodologia della stima, primo semestre 2026
  • Regolamento UE 2026/261 — Eliminazione graduale delle importazioni di gas russo
  • Consiglio dell’UE — Scadenze, autorizzazione preventiva e tracciabilità
  • Regolamento UE 2026/1848 — Eccezione temporanea per trasferimenti verso Paesi terzi
  • Reuters — Contratti di TotalEnergies, SEFE e Naturgy
  • TotalEnergies — Proprietà di Yamal LNG e volumi prelevati
  • TotalEnergies — Governance 2026 e assenza di azionista di controllo
  • Naturgy — Relazione finanziaria annuale 2025
  • SEFE — Proprietà pubblica tedesca
  • Fluxys — Zeebrugge come crocevia del mercato del gas europeo