In questo dossier
  1. 1. Le evidenze dell’indagine
  2. 2. La matematica del barile
  3. 3. Un barile non produce soltanto gasolio
  4. 4. Scomposizione voce per voce
  5. 5. L’ipotesi raffinazione al 35%
  6. 6. Il bilancio complessivo della filiera
  7. 7. Conclusione tecnico-strategica
  8. Nota sui dati

Sintesi esecutiva

La formazione del prezzo del gasolio presenta un profondo disallineamento tra la percezione pubblica, che addebita al greggio le oscillazioni di prezzo, e la struttura industriale e fiscale reale. Il prezzo finale alla pompa è dominato dalla fiscalità statale — accisa fissa e IVA — e dal mercato dei raffinati, mentre la materia prima grezza incide soltanto per il 20–25% dell’importo totale.

Per capire il prezzo alla pompa bisogna seguire tutta la filiera, non soltanto il barile.

1. Le evidenze dell’indagine

Su un pieno alla pompa, il petrolio grezzo pesa per circa 0,44 euro al litro nel calcolo-base del dossier. Lo Stato preleva direttamente accisa fissa e IVA; considerando anche l’intero bilancio fiscale generato dalla filiera, l’indagine stima una quota pubblica vicina al 46% del volume d’affari complessivo del settore.

La raffinazione non è una semplice voce tecnica. Il prezzo del prodotto finito dipende dal mercato dei raffinati, dalle quotazioni Platts, dalla disponibilità degli impianti e dagli spread di trasformazione. Per questo il prezzo del greggio e quello del gasolio possono muoversi in modo diverso.

2. La matematica del barile

Un barile convenzionale equivale a 159 litri. Il costo base della materia prima grezza si ottiene dividendo il prezzo del barile in dollari per il tasso di cambio euro/dollaro e per 159.

Ipotizzando il greggio a 75 dollari al barile e un cambio euro/dollaro di 1,08, il costo della materia prima all’origine è pari a 75 ÷ (1,08 × 159), cioè circa 0,436 euro al litro.

3. Un barile non produce soltanto gasolio

Il petrolio viene frazionato in molteplici distillati, tutti venduti sul mercato. Attribuire l’intero costo del barile al solo gasolio significa ignorare il valore economico degli altri prodotti ottenuti dalla raffinazione.

FrazioneResa mediaDestinazione prevalente
Benzina~70 litri (44%)Autotrazione leggera
Gasolio / diesel~48 litri (29%)Autotrazione pesante, trazione e riscaldamento
Cherosene~14 litri (9%)Aviazione commerciale e militare
GPL, bitume, nafta e oli pesanti~38 litri (18%)Plastica, navigazione e asfaltatura

4. Scomposizione voce per voce

ComponenteScenario 1,750 €/LScenario 2,090 €/LVariazione
Materia prima0,550 €0,720 €+0,170 €
Raffinazione0,135 €0,220 €+0,085 €
Logistica e distributori0,133 €0,156 €+0,023 €
Accisa statale0,617 €0,617 €0,000 €
IVA0,315 €0,377 €+0,062 €
Totale pompa1,750 €2,090 €+0,340 €

L’accisa è una quota fissa; l’IVA al 22% si applica invece anche all’accisa e cresce insieme al prezzo imponibile. La componente fiscale non reagisce quindi in modo uniforme: una parte resta costante al litro, l’altra aumenta quando aumentano le voci industriali.

5. L’ipotesi raffinazione al 35%

Se la raffinazione assorbe il 35% del costo industriale netto, stimato in circa 1,10 euro al litro, essa incide per 0,38 euro al litro: il 18,2% del prezzo alla pompa. Se invece il 35% viene riferito al prezzo finale di 2,09 euro, la quota salirebbe a 0,73 euro, evidenziando margini straordinari di trasformazione industriale.

“Il 35%” non significa nulla senza precisare su quale base viene calcolato.

6. Il bilancio complessivo della filiera

L’analisi integrata comprende imposte dirette e indirette, tassazione societaria e del lavoro dell’indotto. Il risultato descrive il peso economico complessivo del settore in Italia.

VoceValore annuo stimatoQuota
Volume d’affari totale dei raffinati~80 miliardi €100%
Entrate nette complessive dello Stato~37 miliardi €46,2%
Rimanenza lorda per la filiera privata~43 miliardi €53,8%

I 37 miliardi stimati rappresentano circa l’1,7% di un PIL nazionale valutato nel dossier in circa 2.200 miliardi di euro. È questo peso a trasformare la fiscalità sui prodotti petroliferi in un problema strutturale per qualsiasi percorso di transizione energetica.

7. Conclusione tecnico-strategica

La filiera petrolifera si conferma una delle principali fonti di sostentamento finanziario per il bilancio dello Stato. Operando di fatto come un “socio di maggioranza al 46%” a rischio zero, l’amministrazione pubblica si trova davanti a un paradosso: qualsiasi decarbonizzazione o passaggio alla mobilità elettrica imporrà di sostituire un gettito stimato in circa 37 miliardi di euro all’anno.

La transizione energetica non elimina soltanto un carburante: apre una voragine nel modello fiscale costruito intorno a quel carburante.

Nota sui dati

Il dossier è un’analisi integrata della filiera dei carburanti. I valori indicati sono stime di scenario e vanno letti insieme alle ipotesi dichiarate: prezzo del barile, cambio, composizione industriale e perimetro fiscale considerato.